LA ROSA CHE HO RUBATO

Se il mio logo fosse un'immagine potrebbe essere un fiore, una rosa, la rosa che ho rubato. Se può essere un'attenuante, l'ho rubata quando non sapevo che non si potesse rubare... un disegno.

"La rosa rubata" / matite e pennarello su carta / applicazione su legno / 5x5 cm circa

Pur sentendomi brava, ho sempre notato che ci sono persone più dotate di me nel disegnare; da piccola me ne accorgevo ad esempio davanti ad un quaderno di "greche" floreali, disegnate dalla mia sorella maggiore quando aveva la mia età: io copiavo ma non erano mai replicate alla perfezione. Questioni di carattere, si nota anche parlando della rosa che ho rubato: quel fiore era su uno dei libri già appartenuti a lei, libri che mi arrivavano perfettamente conservati e che nelle mie mani diventavano immediatamente spiegazzati e scarabocchiati! Adoravo i libri ma per quanto fossi amorevole la mia indole era evidentemente meno aggraziata.

Il furto sta nel fatto che disegnare rose non mi è mai parso facile ma su quel libro erano rese con forme che mi parevano semplici e provando a copiarle mi hanno insegnato un trucco: petalo dopo petalo era facile variare ma avevo trovato uno "schema" per partire!


Anche ora mi capita spesso, in particolare quando testo nuovi progetti, di rassicurarmi riprendendo quella rosa. In effetti più che scopiazzare un disegno ho imparato un metodo ma essere "ladri di rose" suona così poetico che stavolta mi autoaccuso ingiustamente!

Infine ammiro il mio esperimento e trovandolo ben riuscito penso: «Davvero ho fatto io questa piccola cosa deliziosa?». Mi pare sempre che sia questione di magia e probabilmente è così, perché la rosa che ho rubato non mi ha fatto credere d'avere doti artistiche innate maggiori del vero, piuttosto m'ha insegnato a scovare trucchi con cui eludere i miei limiti e comporre pregevoli e personali creazioni.
Ho anche capito che è così per buona parte di quelli che trovo più bravi di me e quindi che è sciocco invidiare gli altri o inseguire inaccessibili (e magari falsi) miti, va invece cercata la strada su cui costruire la propria personalità.

Sarà davvero quell'episodio ad avermi dato questa preziosa lezione? Non lo so ma ora che ci ho pensato mi piace credere di sì.

Arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

P.S. per un po' i miei post qua su Blogger avranno dei gemelli su Wordpress, piattaforma che sto provando e mi sta piacendo molto. Seguitemi anche là! Per il momento convivono, poi si vedrà... se il nuovo sito vi piace e se avete preferenze fatemelo sapere. Ecco il link al sito: annabernasconiart.wordpress.com

Commenti

  1. Ottima riflessione, Anna. Serena continuazione di giornata.
    sinforosa

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    1. Grazie Sinforosa, tanta serenità anche a te! 😊

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  2. Ma che bella definizione "ladri di rose". Anche io, solo che lo faccio con quelle vere qualche volta shhhhhh...

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    1. Mariella, scommetto che c'è qualche attenuante anche per te... saranno in realtà colte da qualche amico che ha piacere che rubi, o da qualche ramo che spunta fuori dalla recinzione, voglioso di essere rubato! 😉

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  3. Anch'io sono rimasta colpita dall'espressione "Ladri di rose". Sembra il titolo di un romanzo 😊

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    1. Potrebbe! Ecco, uno magari sta lì a pensare giorni e giorni per trovare un buon titolo e poi quelli veramente d'effetto escono per caso! 😄 Ciao Vele!

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  4. Inserisco anche l'altro tuo blog, nei miei elenchi di lettura.
    Saluti a presto.

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    1. Così qualunque sarà lo sviluppo futuro il tuo elenco sarà sicuramente aggiornato! Grazie Cavaliere!

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  5. Si è giusto prendere spunto ma poi va ricercato l'espressione della nostra vera arte e personalità, il talento che sia grande o piccolo va esercitato, un percorso che può essere solo personale

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    1. Non può che essere così Carmine, altrimenti non si tratta di creare e fare arte ma è un semplice passatempo (o un esercitarsi)! 😉

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  6. Questa rosa sarebbe proprio un bel logo, come del resto lo sarebbero tutte le tue piccole opere.
    Ora vado a curiosare sull'altro tuo blog.

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  7. Risposte
    1. Ciao Fel, un pizzico di magia non guasta mai, anzi forse è necessario!

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