lunedì 12 aprile 2010

L'omino che volò


C'era una volta un omino che voleva volare. Sognava di sollevarsi da terra con una piccola spinta, come per mettersi in punta di piedi e poi alzarsi da terra di una spanna, due spanne, tre, quattro, cinque... Spanna dopo spanna prendere il coraggio di andare sempre più in alto, fino a guardare giù dalle nuvole e poi ancora su, oltre le rotte degli aeroplani!

Un giorno proprio non ne poteva più di stare coi piedi per terra e gli venne in mente di volare mentre rincasava da lavoro. Ci pensò tra un passo e un altro, fu un'idea talmente improvvisa ed intensa che lo colse un capogiro! Si aspettò di cadere, invece non cascava mai: che una spanna si fosse finalmente infilata tra la terra e le sue scarpe? Sì, e le spanne aumentavano: due, tre, quattro, cinque... Cento, duecento, trecento spanne!
La gente l'osservava dal marciapiede mentre lui continuava l'ascesa e ad un certo punto fu talmente in alto che quasi gli prese paura ma infine si lasciò beatamente rapire dall'atteso viaggio.

Quando tornò coi piedi per terra non era sulla Terra.
Si trovò solo, nel silenzio di un Pianeta sconosciuto, attraversato da un'unica strada che si perdeva all'orizzonte; iniziò a percorrerla, senza fretta, in un ambiente sempre uguale ma a lui talmente nuovo da sembrargli diverso ad ogni passo e arrivato oltre l'orizzonte si trovò immerso in uno scenario che non era né giorno né notte, né alba né tramonto, un paesaggio allo stesso tempo infinito e raccolto, un magico spazio di serenità da riempire con sogni e speranze e una Luna era talmente vicina che sembrava volesse parlargli!

Dopo un tempo indeterminabile la Luna iniziò a muoversi e l'omino riprese i suoi passi, lungo la strada che sembrava fare da binario al magico astro.
Lontano, lungo la strada, c'era qualcosa. Dopo uno, due, trecento, cento, mille, forse milioni di passi arrivò davanti a quella cosa che riconobbe come la porta di casa sua e nuovamente stupito l'omino l'aprì di un dito, poi di una spanna e poi ancora un po', fino a poter fare un passo oltre di essa: ecco materializzarsi su quel Mondo anche il resto della sua casa!

Si chiuse la porta alle spalle e andò alla finestra. Ora la Luna era molto lontana, l'omino vedeva la notte ed alla luce di una fila di lampioni il solito viale, con le solite case: come era volato via era tornato!

Alzò lo sguardo facendolo vagare tra le stelle e pensando che, anche se quel viaggio era finito, qualche nuovo sogno si sarebbe prima o poi realizzato.


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Spero che questo mio piccolo racconto illustrato vi sia piaciuto, auguro tanti bei sogni a tutti voi che passate di qua e vi do l'arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna
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